Attesissimo terzo capitolo della saga horror creata dal prolifico James Wan, The conjuring – Per Ordine del diavolo era uno di quei titoli de fuego della stagione primaverile. Tutti si aspettavano che il film rimpinguasse le casse dei botteghini cinematografici post chiusura causa covid-19 e che appagasse l’aspettativa dei fan (il film doveva uscire a settembre 2020). Il film ha infatti fatto il botto in USA e anche in Italia (nella prima settimana di programmazione ha incassato 1.064.722 euro, per un totale di 12.141 spettatori (fonte Cineguru). Ho atteso un po’ per dirvi la mia su questo film, proprio per il grande hype che girava intorno al titolo, ma anche per misurare il termometro dei contenti e degli scontenti che sui social si sono scontrati senza esclusione di colpi. Il film infatti ha decisamente diviso e ora vi spiego perché.
The conjuring – Per Ordine del diavolo: trama

In questa nuova storia Ed e Lorraine Warren affrontano uno dei casi più sensazionali della loro carriera. La lotta contro il male entra nelle aule di tribunale per provare a difendere un omicida che ha ucciso perché posseduto dal diavolo. Questo terzo capitolo infatti differisce molto dai precedenti due: la regia cambia perché James Wan ha ceduto il posto a Michael Chaves, regista di La llorona – Le lacrime del male e sopratutto la scrittura del film è articolata. In questa storia si esce dalle case infestate per esplorare il mondo esterno, unendo il thriller, anche se in salsa legal, all’horror demoniaco.
Può piacere o meno, ma la saga grida qualità

Gli amanti più duri e puri dell’horror movie hanno detestato The conjuring – Per ordine del diavolo, criticando la messa in scena di cliché (vedi il sangue che esce dal bocchettone della doccia, corpi che si contorcono) oppure diavolerie moderne in CGI (creature accelerate che rincorrono i protagonisti). Gli amanti della saga e dell’intrattenimento più mainstream (non me ne vogliate amici), invece, hanno largamente apprezzato questo terzo capitolo della saga The Conjuring, perché di ottima costruzione narrativa e registica. Soprattutto perché il franchise ha saputo mutare ed offrire una storia dai tratti nuovi che ampliasse l’universo di Ed e Lorraine Warren, senza annoiare.
La narrazione è ricca e suddivisa in diverse situazioni. Del resto si inizia con una possessione di un bambino, si passa ad un omicidio, poi ad un processo, ad un altro omicidio, infine al collegamento con il culto di satana e nel climax finale alla “solita” (con accezione positiva) lotta tra bene e male, in cui il pubblico tifa per la sopravvivenza dei protagonisti. La ricchezza narrativa è gestita in modo egregio, tutto fila liscio senza salti e omissioni. Da apprezzare c’è anche il grande equilibrio tra pacatezza ed eleganza (forse anche troppa, un po’ di dettagli truculenti in più non guastavano affatto) della costruzione della tensione (incredibile: niente volume che si alza all’improvviso a sostegno dei jump scare) e la giusta dose di “ciccia” horror con riti satanici, finestre che esplodono, manine nere che scivolano dietro i muri, demoni assetati di sangue.
Ecco forse la pecca è mettere i piedi in tante scarpe senza sceglierne un paio preciso.
Ma quindi The conjuring – Per ordine del diavolo mi è piaciuto? Consiglio di vederlo?

Concludendo: sono grande fan del primo Capitol di The Conjuring – L’evocazione. Quel film mi colpì perché racconta una storia da brivido senza sbagliare nulla, scegliendo il giusto compromesso tra devozione verso il cinema demoniaco del passato e innesti moderni. Anche in questo terzo capitolo la devozione per il cinema del passato è forte: la scena iniziale che mostra il prete esorcista che arriva con taxi fuori l’abitazione infestata è un chiaro rimando ad una delle scene cult de L’esorcista di William Friedkin. James Wan è un genio e questo lo sappiamo, ma non è solo un grande uomo di Blockbuster è anche un ottimo cineasta, capace di costruire horror di grandissima qualità.
Il secondo capitolo della saga, Il caso Enfield è decisamente sborone, forse troppo per i miei gusti. Del resto quello che cerco dal cinema horror è un turbamento più profondo e viscerale (come quello di Oz Perkins, Ari Aster, Pascal Laugier) che di certo non troviamo in questa saga.
Eppure Sarà la mano di Wan, l’enorme attrazione per la bravura dei due protagonisti della saga che interpretano Ed e Lorraine Warren (Vera Farmiga e Patrick Wilson), sarà che in fondo le possessioni demoniache se ben costruite mi fanno venire i brividi e che mi sono affezionata alla saga, ma il film mi è piaciuto. Il prodotto è godibile, non è entusiasmante, ma è molto meglio di tanti horror che passano al cinema. Ormai lo sapete, l’entertainment ben congegnato è il mio pane quotidiano. Tirando le somme, penso che The Conjuring – Per ordine del diavolo sia un ottimo prodotto per rabbrividire e trascorrere un paio di ore al cinema di puro intrattenimento.
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