Il film è un intreccio spionistico ambientato a Mosca all’ombra dell’attuale guerra fredda. Un’operazione dal risultato demodè e ricca di stereotipi. Protagonista della storia Jennifer Lawrence che da aggraziata ballerina si trasforma in spia segreta dallo sguardo glaciale e dal corpo bollente…
La trama di Red Sparrow
Dominika Egorova (Jennifer Lawrence) è una ballerina di danza classica. La sua carriera viene drammaticamente interrotta da un brutto incidente sul palco. Sarà suo zio Vanya Egorov (Matthias Schoenarts) che lavora ai servizi segreti ad offrirle una nuova opportunità: diventare spia segreta al servizio della Russia. Prima però dovrà formarsi allo spietato apprendistato degli “Sparrow”, agenti che usano la manipolazione mentale e la seduzione come arma principale. La prima missione di Dominika è quella di intercettare un agente americano, Nate Nash (Joel Edgerton), per estirpargli delle informazioni: lui le permetterà di mettere in pratica le sue armi persuasive e di testare fino a che punto si spinge la fedeltà al proprio governo.
Red Sparrow: uno spy movie demodè
Red Sparrow è ambientato ai giorni nostri, nella Russia contemporanea dove al vertice dello stato c’è Vladimir Putin. Eppure quando il film comincia portando in scena la magnificenza del balletto del Bolshoi si fa fatica a contestualizzare l’epoca in cui si svolgono i fatti narrati: per fotografia, abiti e acconciature sembra di essere negli anni ’70. Insomma, si capisce fin da subito qual è la visione che ha della Russia Jason Matthews, ex agente della CIA ed autore dell’omonimo romanzo da cui è tratto il film*: retrograda, fredda e decadente. In questo scenario – ahinoi – deprimente si muove la protagonista del film interpretata da Jennifer Lawrence che subisce un vero e proprio ricatto morale: per evitare di finire in mezzo ad una strada, insieme alla madre malata, dovrà mettersi al servizio dello stato senza se e senza ma. Questo significa fedeltà alla bandiera che valica ogni confine etico: la donna si ritrova letteralmente ad annullare se stessa e ad utilizzare il proprio corpo per proteggere la Russia e portarla governare “il mondo” – che come dice Charlotte Rampling (nei panni di una improbabile addestratrice dal pugno di ferro) “ha bisogno di ordine”… e tutto sommato, a prescindere dagli schieramenti politici, non ha torto. La fotografia che scatta lo scrittore e conseguentemente il regista del film Francis Lawrence è quello di un apparato militare, ovviamente quello russo, al limite del malato, che chiede alle proprie spie di essere pronte a gesti estremi, anche di sacrificare la propria vita. In pratica di fare tutto il lavoro sporco per riportare ordine, che poi in fondo è quello che ci si aspetta da chi va in missione segreta, no? Una guerra fredda rappresentata al limite della macchietta: da un lato i gendarmi in divisa, dall’altra i friendly agenti della CIA in jeans e maglioncino. No è davvero troppo.
No dimenticavo c’è ancora qualcosa di cui lamentarsi…
In Red Sparrow si parla anche di erotismo. L’arma più potente delle sparrow è infatti la seduzione, peccato che essa venga letta in chiave eccessivamente moralista (odioso il siparietto con quelli che sono in addestramento solo perché costretti) se non a tratti morbosa. Ma ritorniamo al sale di Red Sparrow: il filo spionistico. Il film cerca di ripercorrere la classica via dello spy movie ambientato in piena guerra fredda: nonostante la trama si intrecci fra giochi di potere e missioni segrete, la tensione sale di troppo poco, senza raggiungere mai a quell’acme vitale per il genere. Dimenticate film avvincenti come Spy Game o eleganti come La talpa, perché qui si cerca di fare delle sofisticazioni ad in un film che è pur sempre un blockbuster. Non basta abbandonare il ritmo per portare a casa un’atmosfera tesa che sia degna di raccontare una storia disperata come quella di Dominika. Una nota positiva però c’è sempre e nel caso di Red Sparrow suona quando scorrono le scene di violenza fisica e psicologica: dolorose al punto giusto ma poco efficaci nell’oltrepassare la pura forma. Nemmeno il documentario di Oliver Stone Conversation with Putin è bastato agli americani per rivalutare la visione che hanno della Russia.
Red Sparrow: Jennifer Lawrence nei panni di una spia glaciale
Jennifer Lawrence è bella ed è l’attrice più pagata di Hollywood. Non per questo però è sempre la più brava. Probabilmente questa sua interpretazione dura e cupa, che regala scene dall’alto contenuto erotico, sarà ricordata solo per il nudo quasi integrale. Se la monoespressione della Lawrence dovrebbe rappresentare un dolore non gridato allora la missione è fallita. Per sintetizzare tutto: Red sparrow è un film posticcio, posticce esattamente come le parrucche indossate dalla Lawrence nel film.
*(il titolo completo del romanzo è Nome in codice Diva: Red sparrow)
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