Era il 2007 e il giorno era quello di San Francesco. Ho un ricordo preciso del mio viaggio verso il trasferimento a Bologna: ricordo di essere uscita dal palazzo di Via Orsi 18 con un cuscino in mano, con la sensazione di stare per compiere un passo coraggioso, per me ovviamente, e di lasciare qualcosa che non sarebbe mai più ritornata. La punto blu era stracolma di cose (ho imparato a viaggiare più leggera durante gli anni), anche di una tazza che mia sorella mi aveva regalato e una fotografia delle mie migliori amiche. Due oggetti che ho spesso guardato nei momenti di sconforto durante quei primi durissimi mesi nella mia camera in Via Cairoli. Quel ricordo di una me che non esiste più non se ne andrà mai perché il 4 ottobre 2007 è stato uno dei giorni che più mi ha segnato nella mia vita. Oggi sono passati ben 11 anni da quando ho deciso di impacchettare la mia vita e trasportarla in Emilia alla ricerca di un sogno, quello di avvicinarmi al mondo del cinema. Quel sogno l’ho trovato e non l’ho trovato, quello che ho trovato è stato un enorme mondo: oltre le persone meravigliose (quasi tutte) che ho incontrato in quello che credo sia ancora un percorso alla ricerca di un traguardo, ho conosciuto e ho sperimentato. Napoli mi manca ma mettere il naso fuori da quella che era la mia realtà mi ha aperto mondi che prima di allora erano sconosciuti.
Ho imparato ad essere fuori sede, prima studentessa, poi lavoratrice. A volte l’Emilia mi ha sedotto a volte mi ha respinto. La vedo un po’ come una storia d’amore in cui a volte non hai nemmeno una certezza…
Sono 11 anni, sono tanti eppure sono ancora pochi. In questo tempo ho vissuto talmente tanto e nella stessa grandezza sono cresciuta, sono cambiata e per questo ringrazio i miei genitori che me lo hanno permesso. Ogni anno ricordo questo anniversario e davanti mi ripassano quelle 8 ore di auto, i piatti comprati al co-import, i miei genitori che ripartono per napoli e me sotto il portone che vedo allontanare la punto blu pensando “e ora cosa cappero faccio?”, i miei coinquilini Mora e Salah, la mia bicicletta fucsia, le videochiamate con mia sorella sul cellulare della 3 che pubblicizzava Valeria Marini, le chiacchiere in Casa Zaonotti, le indelebili feste a Marconi 45, gli aperitivi post lezione di Dall’Asta, i giovedì universitari del Millennium, i miliardi di infatuamenti, il secondo esame di Favari, Bologna Voci di Popolo, Mocumentary, il Macondo e la notte del 26 maggio, la nascita del mio grande amore, la prima volta al festival del cinema di Venezia, la laurea, una nuova vita a Parma, l’inizio del lavoro per Gazzetta di Parma, il mio primo contratto in agenzia di comunicazione, la convivenza, i viaggi a Milano e Roma, le sconfitte e le rinascite… Sono ancora su una trottola e forse gli esseri umani sperano che questa smetta di girare, o che forse semplicemente giri meno forte. Io voglio che giri ancora e che la mia Emilia mi regali come sempre grandi emozioni.
Buon anniversario, Emilia dei miei sogni.
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